La carta di caccia: 43 euro e un esame, tranne per lo straniero già cacciatore
La tassa annuale di gestione apre la carta di caccia; l'esame finlandese non è richiesto al cacciatore straniero abilitato in patria.
Chiunque pratichi la caccia, o agisca come responsabile di caccia ai sensi dell'articolo 30 della legge sulla caccia, deve versare ogni anno venatorio allo Stato la tassa di gestione della selvaggina (riistanhoitomaksu). Chi si limita ad assistere il cacciatore — conduttore di cane, battitore nella caccia ai cervidi o aiuto analogo — non vi è tenuto. Chi ha pagato riceve la carta di caccia (metsästyskortti). La tassa ammonta a 43 euro per anno venatorio e a 10 euro per chi ha meno di 18 anni all'inizio dello stesso. Prima di poter pagare occorre aver dimostrato la conoscenza della caccia, della gestione della selvaggina e delle regole applicabili superando l'esame di cacciatore (metsästäjätutkinto) davanti a un esaminatore designato dall'Agenzia finlandese della fauna selvatica. Tre casi sfuggono a questa esigenza d'esame: chi ha versato la tassa in uno dei cinque anni venatori precedenti; il cittadino finlandese autorizzato a cacciare nelle isole Åland secondo le regole proprie di quella provincia; e lo straniero che, nel proprio paese d'origine, ha il diritto di cacciare. Quest'ultimo punto interessa direttamente un cacciatore svizzero.